Come scegliere una plastificatrice da ufficio: cosa valutare? Prestazioni, caratteristiche, prezzi e marche

In ogni ufficio che si rispetti le carte abbondano.

Per quanto, infatti, si tenda ormai a digitalizzare qualsiasi tipo di documento sotto forma di file archiviabili in nutrite gallery foto-testuali, sulla scrivania e negli armadietti si accumulano montagne di documenti di ogni genere che, col tempo e l’uso, tendono a deteriorarsi.

Chi lavora in ufficio ha quotidianamente a che fare con fascicoli, brochure, cartelle di fogli, ma anche depliant, badges e biglietti da visita. Di qui la necessità di plastificarli per poterli preservare nella loro integrità e farne un uso assiduo e duraturo, senza dover ogni volta rivolgersi a server specializzati.

C’è modello e modello

L’ampia gamma di plastificatrici per ufficio presente negli store fisici e online fa leva su questo bisogno e si propone in un ampio assortimento di mercato.

In commercio sono reperibili apparecchi basici per usi saltuari, macchine di fascia media e modelli professionali per usi commerciali e aziendali intensivi.

Naturalmente variano anche i prezzi, in base alla tipologia della macchina, che da poche decine di euro può sforare il tetto dei mille e passa.

La comodità di poter disporre in ufficio di una plastificatrice si sposa anche alla convenienza, in quanto la mole di lavoro richiesta da chi ha a che fare con valanghe di materiali cartacei ammortizza i costi, azzerando le spese di plastificazioni esterne. Senza contare il risparmio di tempo e fatica che si ottiene con la dotazione di questi dispositivi nel parco macchine dell’ufficio, senza dover uscire ogni volta per recarsi al server.

I vantaggi

Oltretutto i vantaggi offerti dalla plastificatrice sono molteplici e rispondono a diversi scopi.

In certi casi si rende necessario plastificare un documento semplicemente per salvarlo dal rischio di strappi o macchie.

In altri. come per i biglietti da visita o particolari cataloghi di presentazione di progetti o attività alternative, si plastifica per nobilitare il prodotto e presentarlo in una forma nuova ed elegante.

Pensate soltanto alla bella figura che si può fare presentando un fascicolo curato in ogni dettaglio, anche formale e adeguatamente rivestito con film plastificabili piuttosto che un fascicolo sciatto soggetto a strappi, grinze o altre magagne.

Proprio perché la carta o il cartone tendono a rovinarsi per via della scarsa resistenza e della permeabilità ai liquidi, il processo di plastificazione non si limita ad abbellire qualsiasi materiale cartaceo, ma lo preserva inalterato a lungo anche per usi frequenti e senza il rischio di deterioramento.

A pouches o a bobina?

Le plastificatrici si dividono in due tipi: a pouches e a bobina.

Le prime sono le più popolari e commercializzate, anche per via della loro facilità d’uso. Il loro funzionamento, infatti, è molto semplice e alla portata di tutti: si inserisce una pellicola plastificata, in gergo pouche, che riveste il materiale soggetto al trattamento, consistente nel sottoporre il foglio alla pressione esercitata dalla macchina. Le pouches sono di vari spessori, solitamente meno spesse e più morbide al tatto per l’elaborazione di pagine standard o brochure da maneggiare frequentemente, più consistenti invece per la plastificazione di tessere, cartellini identificativi o badge.

Lo spessore delle pouches si misura in micron, che possono variare in media da 75 a 125, ma ve ne sono anche di più spesse sul mercato di settore. Se volete approfondire l’argomento potete trovare altre info in questo video sulle plastificatrici a pouches.

Diversamente, le plastificatrici a bobina si basano su un sistema a rullo in grado di lavorare anche alti volumi di materiale da plastificare.

Date le elevate prestazioni in termini quali-quantitativi sono le più usate in ufficio, anche se il loro costo supera abbondantemente quello dei modelli a pouches.

Le plastificatrici a bobina si prestano a utilizzi professionali anche per la rapidità d’uso che permette plastificazioni a getto, in quantità decisamente superiori rispetto alla media operativa che si registra per questa tipologia di macchine.

Ecco perché questo genere di plastificatrici vince il confronto con macchine analoghe, piazzandosi nella hit delle macchine preferite negli uffici medio-grandi o nei negozi che macinano alti fatturati anche per soddisfare le esigenze di una clientela sempre più ricercata.

Proprio il numero di clienti, unitamente alla frequenza d’uso, fa la differenza nella scelta di una plastificatrice per ufficio.

Nella seguente tabella sono indicate le caratteristiche delle varie plastificatrici suddivise per categorie e distinte per tipologia:

Le migliori plastificatrici da ufficio

Chi è in cerca di una buona plastificatrice da ufficio non ha che l’imbarazzo della scelta.

migliori brand specializzati in questa sorta di dispositivi sono perlopiù già popolari e affermati sul mercato dei prodotti per l’ufficio.

Parliamo di firme quali Olympia, Fellowes, Hama, Leitz e molti altri, le principali aziende produttrici in grado di sfoggiare un ventaglio variopinto di offerte di qualità sia per chi necessita di una macchina per usi sporadici che per chi esige il massimo delle prestazioni in tempi record.

Ottime plastificatrici da ufficio sono anche le macchine Dahle, protagoniste di diverse linee ‘office’ distinte anche per dimensioni e formati.

Si segnala, a riguardo, il modello A4 caratterizzato dalla presenza di due rulli riscaldati, con l’aggiunta di spie a led per accendere l’apparecchio e, fra le altre funzioni, una modalità di plastificazione in qualità fotografica per pagine dallo spessore massimo di 0,5 mm.

Al pari delle migliori  laminatrici queste macchine plastificano anche a freddo, utilizzando pouches spesse fino a 125 micron a faccia.

Tra le altre funzionalità accessorie si registra l’opzione ‘anti-inceppamento’.

La ‘forchetta’ dei prezzi

Nella valutazione della migliore plastificatrice da ufficio assume notevole rilevanza il range dei prezzi, che relativamente al mercato di riferimento è piuttosto vario e di larga scelta.

Le quotazioni sono proporzionali al tipo di utilizzo della  macchina.

E’ possibile acquistare una plastificatrice anche per 20 euro, ma si sconsiglia di lasciarsi abbagliare da prezzi esageratamente bassi se si intende sfruttare il dispositivo a fini lavorativi e professionali.

Meglio una plastificatrice/laminatrice a caldo e a freddo a bobina, in grado di accontentare anche gli ‘insaziabili’.

In tal caso non basterà scucire poche decine o centinaia di euro ma si dovrà superare la soglia dei mille per poter contare a lungo su prestazioni e durata superiori.

Sono una giornalista pubblicista dal cuore ‘etrusco’ ma vivo a Spoleto per scelta e per amore. Scrivo e leggo da sempre, con una spiccata curiosità per l’attualità, il mondo della comunicazione e la tecnologia che ha rivoluzionato il mercato.

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