Guida alla scelta di una plastificatrice manuale: cosa valutare? Consigli, caratteristiche, funzionamento, prezzi e marche

Come sottrarre alle insidie del tempo un diploma, una tessera associativa, un documento di riconoscimento o, più in generale, una pagina o una foto a cui si tiene particolarmente?

Il modo c’è: plastificarli.

I moderni sistemi di plastificazione sono possibili grazie all’impiego di specifiche macchine plastificatrici o laminatrici (le prime a caldo, le seconde a freddo) che sigillano i documenti inseriti in apposite pouches.

Per azione di questi apparecchi tali pellicole servono a irrigidire i materiali. quasi sempre cartacei, oggetto del trattamento.

In un’era digitale, come quella che stiamo vivendo, non si può prescindere dall’uso di questi dispositivi di plastificazione che rendono fruibili carte e cartoncini di ogni tipo archiviabili e sfruttabili all’uopo per esigenze diverse, personali o di lavoro.

Oggi le macchine reperibili sul mercato delle plastificatrici sono sostanzialmente di due tipi: automatiche o semi-automatiche e manuali. Analizziamo la seconda tipologia, per quanto ormai i modelli manuali siano stati in larga misura soppiantati da macchine più moderne e tecnologicamente evolute. Tuttavia, sebbene siano generalmente cadute in disuso, le plastificatrici manuali conservano un significativo spicchio di mercato, soprattutto per due ragioni: il prezzo, decisamente inferiore alle quotazioni dei modelli automatici e la semplicità d’uso.

In cosa differiscono dalle altre?

Come funzionano le plastificatrici manuali e in cosa differiscono dalle ‘sorelle’ automatiche o semi-automatiche?

I modelli manuali richiedono l’intervento dell’utilizzatore, in quanto l’utente deve gestire l’operazione inserendo manualmente il foglio e ‘accompagnandolo’ fino alla fine dell’iter del processo di plastificazione.

La compartecipazione dell’utilizzatore consiste nello spingere la pagina nel verso giusto nell’apparecchio che ne plastifica l’intera area lungo il passaggio sotto il rullo.

Esistono sul mercato anche plastificatrici professionali, come le Venus, che abbinano le due modalità (automatica e manuale) alternandole a seconda delle necessità.

Questa tipologia di macchine si contraddistingue per la struttura particolarmente resistente, dato anche l’utilizzo industriale che richiede requisiti tecnici ‘ad hoc’ quali la presenza di rulli cromati maggiorati e sistemi di pressione automatica.

Grazie a queste caratteristiche, si riescono ad ammortizzare i costi di queste macchine anche lavorando sull’ordine di volumi considerevoli.

Parliamo di apparecchiature ad alte prestazioni in grado di ottimizzare la resa finale sia in termini di velocità nelle performance che di qualità visiva sul piano dei risultati nel reparto di stampa digitale.

Non c’è dubbio che con trattamenti di questa portata cartoline, biglietti da visita o d’auguri, brochure e copertine abbiano una marcia in più.

Fra i punti di forza delle plastificatrici Venus va annoverata anche la possibilità di plastificare a mano qualsiasi documento di formati diverso, fino al classico A4, rifilabili con l’apposita taglierina anche per plastificazioni in modalità multipla.

Manuali o automatiche…anzi, ibride

Al giorno d’oggi sono molte le macchine plastificatrici che anche per utilizzi amatoriali si presentano nella duplice veste di apparecchi automatici e manuali.

E’ il caso dei modelli GBC Foton, plastificatrici che nascono automatiche, ma che contemplano anche la variante manuale in determinate situazioni che lo richiedono.

Per quanto, infatti, si tratti di dispositivi avanguardistici, dotati di un agevole caricamento delle bobine per la plastificazione fino a max 250 fogli A4, non disdegnano all’occorrenza funzionalità più tradizionali.

Nella fattispecie le GBC si prestano a impieghi manuali per il trattamento di pagine più spesse o caratterizzate da formati inusuali, fino a uno spessore massimo di 250 gr/mq.

Per ‘saltare’ in modo semplice dalla versione automatica alla manuale, e viceversa, si può facilmente accedere ai comandi del pannello di controllo, uno dei più intuitivi della categoria.

Il pianeta Xyron

Il colosso Xyron ha ‘partorito’ Creative Station, un tipo di laminatrice in grado di plastificare manualmente e a freddo qualsiasi supporto cartaceo del tipo documenti, immagini, brochure, copertine ed altri stampati del formato massimo di un foglio A4.

Fra i vantaggi della macchina si segnalano tre, in particolare:

  • la riduzione dei consumi energetici
  • la facilità di utilizzo
  • l’assenza di formazione di antiestetiche bolle durante il processo di plastificazione.

Parliamo di plastificatrici manuali ‘multifunction’ che assemblano più opzioni e integrano funzionalità extra.

Massima versatilità e rapidità operativa sono tra i punti di forza di queste macchine semi-automatiche e manuali, ottime anche per l’elaborazione di foto e disegni, che uniscono un alto potenziale creativo a un design ultra moderno, a un prezzo più che abbordabile che si ferma una spanna sotto i 100 euro.

Laminatrici manuali da ufficio

Di poco superiore il tariffario di altre plastificatrici a freddo manuali, fra cui i modelli Leitz, che si attestano intorno ai 120 euro come prezzo di listino, ma spesso acquistabili per molto meno grazie a offerte e sconti online.

Queste laminatrici rientrano nella categoria delle macchine da ufficio, ma nulla vieta che possano essere impiegate anche per usi domestici e scolastici.

Ottime le prestazioni che consentono di plastificare manualmente, in formato A4, ogni tipo di documento cartaceo di qualsiasi spessore, per facilitare il procedimento la macchina è in grado di rifilare la pagina una volta plastificata per restituirla nella forma migliore, sfruttando al meglio le potenzialità della taglierina integrata ed estraibile.

Pur essendo apparecchiature di valenza professionale, si adattano per misure, portata e performance ai piccoli uffici, senza però disdegnare utilizzi alternativi, che esulano dall’ambiente strettamente impiegatizio.

In alternativa, il mercato propone modelli pensati per plastificazioni mono-facciali a strappo prettamente manuale, che utilizzano pellicole in polipropilene, perfette per plastificare stampe digitali in virtù di specifici film plastificanti di vari formati, utilizzabili sia a caldo che a freddo, in grado di garantire la migliore tenuta su fondo scuro.

La peculiarità di questi macchinari da ufficio risiede nella dotazione di specifiche barre snervatrici che consentono di ottenere la massima planarità dei fogli o cartoncini plastificati manualmente.

Una volta plastificato il fronte del foglio, è possibile procedere anche alla plastificazione facoltativa del retro, in seconda battuta, per poter completare l’opera nel migliore dei modi e ottenere un risultato più soddisfacente quanto a durata e resistenza.

Riassumendo…

Per concludere, possiamo affermare che le plastificatrici manuali non hanno ancora esaurito il loro ruolo sul mercato  di settore e si prestano tuttora a diversi utilizzi che le rendono ancora appetibili soprattutto per il prezzo abbordabile e la facilità con cui possono essere manovrate da chiunque.

Sono una giornalista pubblicista dal cuore ‘etrusco’ ma vivo a Spoleto per scelta e per amore. Scrivo e leggo da sempre, con una spiccata curiosità per l’attualità, il mondo della comunicazione e la tecnologia che ha rivoluzionato il mercato.

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